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Cosa facciamo

Formazione permanente
L’attività educativa e formativa viene sviluppata nel contesto della pastorale unitaria della Diocesi.
Anche in questo ambito, Caritas opera in costante confronto e collaborazione con gli altri uffici diocesani, in particolare quelli che fanno riferimento all’area pastorale della carità: Pastorale Sociale e del Lavoro, Pastorale della Salute, Migrantes, Centro missionario. Coordinati dal vicario episcopale preposto e dalla segreteria pastorale diocesana.

Il mandato fondamentale resta individuato nell’offerta di consulenza e di formazione ai parroci e alle parrocchie per l’esistenza delle Caritas parrocchiali, ossia di organismi pastorali capillari diffusi e dediti alla formazione dei cuori dei fedeli alla carità, nonché all’organizzazione di opere comunitarie di carità.
La caritas diocesana cura inoltre il coordinamento e la formazione congiunta di tutti gli operatori delle associazioni che fanno parte della rete ecclesiale dei servizi caritativi (vedi).

Organizzazione eventi e appuntamenti
Oltre alla formazione degli animatori della pastorale della carità, degli operatori dei centri di ascolto delle povertà e dei gruppi caritativi, Caritas propone corsi, eventi e sussidi di formazione più specifica su varie materie di interesse della pastorale della carità (povertà, immigrazione, politiche sociali, mondialità…).
Promuove inoltre - sempre in collaborazione con gli altri uffici diocesani e con le varie associazioni coinvolte - appuntamenti in occasione delle Giornate diocesane: giornata per la vita, per la pace, giornata del migrante e del rifugiato, giornata della salute mentale

Principi-guida
L’attività pastorale della Caritas è ispirata a tre azioni permanenti:
  ascolto: inteso come ascolto delle persone, di chi più fa fatica, dei problemi, delle sofferenze; l’opera che più esemplifica questa azione è il centro di ascolto delle povertà;
osservazione: raccolta di elementi di ascolto e di conoscenza della realtà sociale, con conseguenti riflessioni e sensibilizzazione della comunità ecclesiale e della società civile (Osservatorio delle Povertà);
discernimento: individuazione di interventi diretti in opere di carità, sia di interventi pubblici di interlocuzione istituzionale e di tutela dei diritti dei cittadini deboli; tra le attività pastorali si pone infatti il rapporto con le Istituzioni e le rappresentanze della società nel concorso di ideazione e attuazione delle più opportune politiche sociali territoriali (nel tentativo di coniugare carità e giustizia).
L’ufficio Caritas promuove opere diocesane di carità. Cura e sostiene l’allestimento delle sedi e delle gestioni, affidando le stesse ad organizzazioni distinte (associazioni, fondazioni…) sempre di natura ecclesiale e/o di ispirazione cristiana. Ne ha a cuore il collegamento e il coordinamento per uno stile univoco di servizio ecclesiale.

Le opere di carità della Chiesa sono definite, secondo un gergo ecclesiale consolidato, opere-segno.
Le opere della Chiesa aspirano infatti innanzitutto ad essere segni, ossia espressioni, della carità divina per ogni uomo e per ogni donna. Segnate dal limite, come ogni organizzazione umana, vorrebbero tuttavia risultare segni almeno un po’ trasparenti della fonte dell’amore puro.
Sono inoltre, appunto, opere di Chiesa: espressioni di una Chiesa particolare nel suo territorio. Espressioni di comunità cristiane che hanno saputo organizzarsi per offrire risposte concrete alle persone in difficoltà.
Sono opere consapevoli della propria parzialità, per loro natura non esaustive della portata dei bisogni e delle necessità. Votate ad essere ricomposte nel quadro più vasto dei servizi ecclesiali e civili.

I centri di ascolto delle povertà
Per Centro di ascolto delle povertà si intende uno spazio voluto dalla Chiesa parrocchiale (vicariale/di Unità pastorale), a cui tutte le persone possono accedere con la certezza di essere accolte, ascoltate, aiutate e accompagnate nella ricerca di soluzioni ai propri problemi. All’aspetto fondamentale dell’ascolto sono in genere associati servizi di soddisfazione dei bisogni primari di carattere igienico e alimentare (docce, cambio biancheria ed indumenti, distribuzione di generi alimentari, mense…).

Attraverso il Centro di ascolto, una comunità cristiana rende quotidianamente visibile l’attenzione per chi si trova in difficoltà.
A sostegno del Centro di ascolto, in cui necessariamente operano alcuni fedeli preparati nell’ascolto e nell’accompagnamento sociale, resta la comunità ecclesiale in quanto tale. Non è innanzi tutto uno sportello sociale, ma un luogo pastorale. E’ inoltre un punto di osservazione prezioso delle povertà del territorio.

La Caritas diocesana ha a cuore il collegamento e la formazione permanente degli operatori dei Centri di ascolto presenti in Diocesi.
(Per l’elenco completo v. sezione 'rete ecclesiale')

L’attività di accoglienza
Tra le principali opere-segno promosse dalla Caritas diocesana figurano anche le strutture di accoglienza, rivolte a famiglie o singoli in grave difficoltà economica e abitativa.

L’accoglienza/ospitalità può essere declinata sotto varie forme:
Comunità residenziali: alloggi in cui è prevista la condivisione di spazi e tempi di vita tra le persone ospitate, con la presenza costante, 24 ore su 24, di operatori e/o volontari per accompagnamento e assistenza;
Ospitalità diffusa nella Diocesi: accoglienza temporanea di nuclei familiari o persone singole in appartamenti autonomi, con contratti di comodato gratuito o affitto a canone agevolato, con l’accompagnamento di operatori specializzati, in collaborazione con le parrocchie del posto;
Gruppi-appartamento: accoglienza di uomini soli e in situazione di disagio sociale, in case canoniche dismesse, in appartamenti condivisi con altri uomini in situazione analoga, con accompagnamento di operatori specializzati e di volontari delle parrocchie in cui gli alloggi sono collocati.

In tutti i casi, le accoglienze si inseriscono all’interno di un percorso che punta all’autonomia dei destinatari, elaborato in modo condiviso tra questi ultimi, gli operatori di riferimento delle strutture, i servizi sociali o sanitari del territorio, e l’eventuale rete relazionale a cui ogni soggetto fa riferimento.
In quanto - appunto - opera-segno, anche il servizio di accoglienza ha come obiettivo, oltre all’aiuto diretto alle persone in difficoltà, la sensibilizzazione e l’attivazione diretta dei fedeli nell’aiuto alle situazioni di necessità.
(Per l’elenco completo v. sezione 'rete ecclesiale')
Tra le attività svolte dall'Osservatorio delle povertà citiamo: la raccolta sistematica dei dati rilevati dai Centri di Ascolto diocesani,  la redazione di rapporti sulle osservazioni svolte dalle Opere di Carità della Chiesa mantovana.
L'Associazione Agàpe onlus gestisce per conto della Caritas diocesana l'osservatorio delle povertà e delle risorse.
Sin dalla sua fondazione la Caritas della Diocesi di Mantova si è impegnata a sostenere le famiglie in situazioni di difficoltà economica, segnalate e seguite dai Centri di ascolto delle povertà e dalle Parrocchie del territorio, costituendo un Fondo dedicato.
Gli interventi del Fondo per le famiglie in difficoltà sono regolati da precisi criteri. L'attivazione avviene su istanza scritta del parroco, che deve comprendere la segnalazione degli interventi già attuati e del coinvolgimento dei servizi sociali preposti.

Dal 2009 l'attività del Fondo è integrata nel novero delle attività dell'ufficio Proximis.
I rapporti con le Chiese dell'Est sono stati intrapresi, nella maggior parte dei casi, a seguito delle drammatiche vicende che hanno caratterizzato, all’inizio degli anni ’90, la storia dei Paesi balcanici e dell’est europeo.

Albania: comunità cattolica di Fushe Mamurras (e villaggi vicini) della Diocesi di Tirana, animata da un gruppo di suore Carmelitane della carità - referente don Alberto Formigoni;
Bosnia: chiesa cattolica (Diocesi) di Banja Luka con il suo vescovo e la caritas diocesana - referente Marco Bellini;
Romania: comunità cattolica di Sighetu Marmatiei, animata da un gruppo di suore Benedettine della carità - referente don Tonino Frigo;
Croazia: cattolici assistiti dalla Fondazione Recobot in collegamento con la Caritas locale - referente don Luigi Milani.
Negli anni ’90 - a seguito della sanguinosa contrapposizione etnica che ha sconvolto i territori della ex Jugoslavia - Caritas Italiana ha lanciato una campagna di sostegno delle famiglie allontanate dalle proprie case, segnate dal dramma della guerra e della povertà. A quell’appello hanno risposto, con grande generosità, anche tante famiglie mantovane. Con la promozione della Caritas Diocesana e del Centro di Aiuto alla Vita di Mantova l’esperienza è tuttora attiva nel progetto ‘adozioni a distanza’.

I Paesi di riferimento sono la Bosnia Herzegovina e la Croazia. Gli Enti ecclesiali con i quali ci si relaziona sono la Caritas della Diocesi di Banja Luka e la Caritas di Zagabria, che individuano le famiglie dei bambini in maggiore difficoltà nelle varie Parrocchie e curano la correttezza dei rapporti di aiuto.
Attraverso i referenti locali è dunque possibile informare tutti coloro che contribuiscono alla realizzazione del progetto e, nei limiti del possibile, attivare uno scambio di corrispondenza informale circa la situazione della famiglia e del bambino ‘in adozione’.
Nelle circostanze di gravi emergenze e calamità naturali nel territorio nazionale e internazionale, la Caritas di Mantova si pone a sostegno dei progetti di intervento elaborati nell’immediatezza e nel medio-lungo periodo da Caritas Italiana, ed eventualmente dalla Delegazione Caritas della Regione Ecclesiastica Lombardia.

Le offerte raccolte a livello locale in tali circostanze vengono normalmente integralmente versate - secondo le indicazioni dei vescovi - a Caritas Italiana.
La Caritas diocesana, in stretta collaborazione con l’Unione Cattolica Farmacisti Italiani (UCFI) ha promosso la creazione di un punto di distribuzione di farmaci, a servizio delle persone seguite dai centri di ascolto diocesani oppure ospitate dai servizi di accoglienza.
Il servizio è gestito da farmacisti volontari, aderenti alla sezione mantovana dell’UCFI, e ospitato presso gli spazi della Caritas diocesana, in Via Arrivabene 43.